Negoziazione assistita (Trib. Como, 13/1/2016)

Le parti, non unite da vincolo matrimoniale intendevano regolamentare, nell’interesse della loro figlia minore mediante una convenzione di negoziazione assistita ex art. 2 d. l. 12.9.2014, n. 132, già sottoposta al visto del P.M., le condizioni di affidamento, mantenimento, collocazione ed esercizio del diritto di visita da parte del genitore (padre) non collocatario.
Il Tribunale ha rilevato che lo strumento della negoziazione assistita, nella materia familiare, è previsto espressamente ex art. 6 d. l. 12.9.2014, n. 132 solo per le coppie coniugate, separande o divorziande, onde elaborare o modificare la disciplina delle condizioni di separazione e di divorzio, da sottoporsi al vaglio del P.M..
Detto istituto, tuttavia, non può essere applicato estensivamente ai fini della regolamentazione delle relazioni genitoriali per le coppie non coniugate: inammissibile, dunque, nel caso di specie, la procedura di negoziazione assistita, prevista in via generale dal citato art. 2.
Pertanto, l’accordo in questione deve essere esaminato dal Tribunale in camera di consiglio, ai fini della ratifica delle conclusioni condivise dalle parti, previa audizione dei genitori da parte del Giudice Relatore, in conformità al protocollo adottato dall’Ufficio per i ricorsi proposti congiuntamente dai genitori naturali ex art. 337 bis c.c.
(Avv. Valeria Cianciolo)

Sentenza integrale

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