Separazione e diritto della moglie a trasferirsi in un’altra città (Corte d’Appello L’Aquila, 25/7/2016, n. 939)

Dopo l’insorgere di una crisi coniugale, non può essere sicuramente conculcato il diritto della moglie a trasferirsi in un’altra città, specialmente quando tale volontà non sia frutto di un capriccio, o di calcolo, ma derivi dalla necessità di allontanarsi da un ambiente nel quale il coniuge è persona molto conosciuta, e nel quale hanno alimento pettegolezzi sui suoi tradimenti, pettegolezzi che rendono per lei intollerabile la permanenza nella città in cui viveva la famiglia, essendo poi –in relazione a tale intollerabilità- del tutto irrilevante che sia vero o falso il fatto presupposto.
Una volta che il Tribunale ha, condivisibilmente, ritenuto che la tenerissima età delle bambine (5 ed 1 anno) consiglia che vivano in via prevalente con la madre, non può dubitarsi del fatto che ella possa portarle con sé.
In accoglimento del reclamo proposto dalla moglie, dunque, la Corte d’appello ha autorizzato il di lei trasferimento, insieme alle due figlie, presso la propria città di origine, rimodulando il diritto di visita inizialmente stabilito dal Presidente del Tribunale
. (Avv. Valeria Cianciolo)

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