Separazione: mantenimento e alimenti (Cass. n. 6427/2016)

Ai fini dell’imposizione a carico del ricorrente dell’obbligo di contribuire al mantenimento del coniuge e del figlio, la sentenza impugnata si è attenuta al principio, costantemente ribadito dalla giurisprudenza di legittimità in tema di separazione, secondo cui il parametro indispensabile di riferimento per la valutazione di congruità dell’assegno è costituito dal tenore di vita di cui i coniugi hanno goduto nel corso della convivenza, quale elemento condizionante la qualità e la quantità delle esigenze del richiedente, al cui accertamento il giudice di merito deve procedere verificando le disponibilità patrimoniali dell’onerato, senza limitarsi a considerare il reddito emergente dalla documentazione fiscale prodotta, ma tenendo conto anche degli altri elementi di ordine economico, o comunque apprezzabili in termini economici, suscettibili di incidere sulle condizioni delle parti, quali la disponibilità di un consistente patrimonio e la conduzione di uno stile di vita particolarmente agiato e lussuoso.
In giurisprudenza si è affermato che le dichiarazioni dei redditi dell’obbligato hanno una funzione tipicamente fiscale, pertanto nelle controversie relative ai rapporti estranei al sistema tributario, come quelle in esame, concernenti l’attribuzione o la quantificazione dell’assegno di mantenimento, non hanno efficacia vincolante per il giudice, il quale, quindi, nella sua valutazione discrezionale, può fondare il proprio convincimento su altre risultanze probatorie. (Avv. Valeria Cianciolo)

Sentenza integrale

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